Enterococcus: un probiotico pacifista
I probiotici sono “microrganismi vivi” benefici per la salute. Aiutano a mantenere o ripristinare la flora batterica intestinale, il microbiota. La regolazione del microbiota è fondamentale per la salute generale. Un microbiota sano contribuisce a una migliore digestione, offre protezione contro batteri “cattivi”, aiuta aregolare il sistema immunitario e persino l’umore e le funzioni cognitive. Gli squilibri nel microbiota, noti come disbiosi, possono causare problemi di salute come disturbi gastrointestinali, allergie, obesità e malattie autoimmuni. Mantenere un microbiota equilibrato attraverso una dieta sana, uno stile di vita attivo e, in alcuni casi, attraverso l’assunzione di specifici probiotici, è essenziale per promuovere la salute generale e prevenire malattie.
Va detto anche che non tutti i probiotici sono uguali, hanno caratteristiche diverse a seconda della specie e del ceppo.
Enterococcus è un genere di batteri lattici che normalmente colonizzano l’intestino dei mammiferi, inclusi gli esseri umani.
Possono anche causare infezioni gravi, tra cui sepsi e polmonite, principalmente come complicanze di diverse condizioni croniche associate alla disbiosi intestinale.
Il ceppo L3 è un ceppo probiotico specifico di Enterococcusfaecium. È fondamentale evidenziare L3: distingue questo ceppo benefico da altri ceppi della stessa specie che invece possono essere patogeni. Già da molti anni viene utilizzato come probiotico nell’Europa dell’est, specialmente in Russia.
Numerosi geni enterococcici sono stati identificati come geni di virulenza. L’analisi PCR (tecnica di amplificazione del DNA che permette di rilevare specifiche sequenze) condotta utilizzando primer specifici per diversi geni di virulenza ha rivelato che il ceppo L3 dell’Enterococcus faecium è privo di questi geni che invece si trovano in ceppi patogeni. È quindi esente da fattori di virulenza, tossine e ammine biogene che sono i principali ostacoli all’uso dei ceppi di Enterococcus faecium come probiotici intestinali.
L’Enterococcus L3 riesce a regolare il microbiota efficacemente grazie a diversi meccanismi. Occupa spazi e risorse nell’intestino, impedendo a batteri nocivi come Escherichia Coli di proliferare. Alcuni test di antagonismo contro batteri patogeni hanno mostrato un livello di antagonismo alto rispetto ad altri batteri lattici usati come probiotici. Il confronto con altri ceppi enterococcici ha mostrato che L3 possiede un’attività antagonista superiore contro streptococchi, batteri gram-negativi, gram-positivi, funghi e alcuni virus.
L’attività antagonista contro questi patogeni è dovuta principalmente al rilascio da parte dei batteri lattici di acido lattico, che va ad abbassare il ph e inibire la proliferazione di virus e batteri sensibili all’acidità.
Sempre mediante la tecnica della PCR sono stati individuati in E. faecium L3 quattro geni che codificano per altrettante batteriocine(EntA, EntB, EnxA e EnxB). Le batteriocine sono piccole molecole, principalmente peptidi, sintetizzate dai ribosomi di questi batteri. Queste sostanze agiscono come antibiotici naturali, ma a differenza degli antibiotici tradizionali, le batteriocine sono specifiche per ceppi batterici filogeneticamente vicini. La loro funzione principale è quella di proteggere le nicchie ecologiche occupate dai batteri produttori, inibendo la crescita di batteri patogeni.
L3 può aumentare la produzione di IgA. Le IgA agiscono come una difesa naturale che limita la crescita di batteri nocivi e mantiene l’omeostasi del microbiota. Svolgono un ruolo cruciale nella protezione delle mucose.
Tutto questo aiuta a riequilibrare la flora batterica, viene inibita la crescita di batteri patogeni e vengono favoriti i batteri positivi. In questo modo viene anche ridotta l’infiammazione locale dell’intestino indotta dai patogeni, creando un ambiente ancora più favorevole per la flora sana.
Benefici di un microbiota sano
Il microbiota ha un ruolo chiave nello sviluppo e nella regolazione del sistema immunitario, influenzando sia risposte innate sia adattative e promuovendo una barriera immunitaria funzionale nell’intestino.
Una comunità microbica diversificata offre resistenza alla colonizzazione da parte di patogeni come Salmonella attraverso competizione per nutrienti e modulazione di metaboliti.
Il microbiota interagisce con l’ospite anche sul piano metabolico, influenzando la regolazione della glicemia, la sensibilità insulinica e l’omeostasi energetica, in parte attraverso SCFA (acidi grassi a corta catena) e altri metaboliti.
Gli SCFA sono composti fondamentali prodotti dalla fermentazione delle fibre alimentari da parte della flora intestinale e svolgono un ruolo cruciale nella salute umana.
Svolgono ruoli chiave nel metabolismo energetico delle cellule intestinali e influenzano funzioni metaboliche a livello sistemico, includendo anche il metabolismo di glucosio e lipidi.
I metaboliti microbici supportano l’integrità dell’epitelio intestinale, la produzione di muco e la funzione delle giunzioni strette tra le cellule, riducendo la permeabilità intestinale e prevenendo il transito di tossine nel sangue. Partecipano inoltre alla comunicazione dell’asse microbiota–cervello influenzando il metabolismo di neurotrasmettitori e segnali neurochimici.
I polifenoli sono composti naturali presenti in molti alimenti vegetali, noti per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatoriee per i numerosi benefici per la salute.
È stato anche osservato che una parte consistente dei polifenoli introdotti con la dieta può non essere assorbita nell’intestino tenue, questo perché molte forme alimentari sono grandi o legate a zuccheri. Così arrivano al colon praticamente intatte. Quando i polifenoli raggiungono il colon, alcuni batteri intestinali possono rimuovono zuccheri (deglicosilano), scompongono strutture complesse producendo metaboliti più piccoli. Dopo il processamento enzimatico da parte dei batteri, i derivati polifenolici, solitamente gli agliconi o gli acidi idrossifenilacetici, vengono assorbiti dalle cellule epiteliali dell’intestino tenue.
Tali molecole sono spesso più biodisponibili dei composti originali introdotti e possono entrare nella circolazione sistemicapiù facilmente. Il compito del microbiota nell’interazione con polifenoli complessi, come ad esempio la fisetina (potente senolitico ma poco presente nella dieta), è quello di scinderla in molecole più piccole e assorbibili. Da questo punto di vista l’Enterococcus faecium L3 si è dimostrato in grado di migliorare ed equilibrare il microbiota e un microbiota sano si traduce in un miglioramento del processo sopra descritto.
Le vitamine sono micronutrienti essenziali: sostanze organiche di cui il nostro organismo ha bisogno in piccolissime quantità, ma che sono indispensabili per il corretto funzionamento di cellule, tessuti e organi.
Esistono studi su altri ceppi di Enterococcus faecium (non L3) che mostrano capacità di biosintesi di vitamine. Alcuni ceppi di questo batterio isolati da feci infantili sono stati identificati come produttori di vitamina B₁₂ (cobalamina) in vitro. La cobalamina è coinvolta nel corretto funzionamento del sistema nervoso, nella maturazione dei globuli rossi, nella divisione cellulare e nel metabolismo di grassi e proteine.
Studi sul genoma del ceppo L3 hanno mostrato la presenza di geni associati alla produzione di proteine del complesso B (B1, B2, B6), acido folico e lipoico. Queste vitamine sono fondamentali per i processi metabolici, per la formazione di DNA e nuove cellule. L’acido lipoico ha anche attività antiossidante
In uno studio clinico randomizzato con 250 bambini con rinite allergica, l’assunzione di una miscela probiotica contenente Enterococcus faecium L3 ha ridotto significativamente i sintomi di rinite allergica e l’uso di farmaci antistaminici e corticosteroidi. Questo suggerisce potenziali effetti antinfiammatori e immunomodulatori di L3.
In un altro studio su bambini sani, la stessa combinazione di ceppi ha ridotto l’incidenza di gastroenteriti dell’82%, la durata degli episodi di gastroenteriti acute del 45% e le infezioni delle vie respiratorie.
In uno studio clinico E. faecium L3 in combinazione con B. animalis BB-12 come coadiuvante alla terapia antibiotica per l’eradicazione di Helicobacter pylori è stato associato a un miglior tasso di eradicazione del batterio e a una riduzione degli effetti collaterali come la diarrea.
In modelli sperimentali, E. faecium L3 è stato usato come base per una “vaccino probiotico” progettato per esprimere antigeni virali. In questo contesto, la somministrazione orale ha stimolato risposte anticorpali specifiche e migliorato la sopravvivenza in modelli animali di influenza.
In uno studio su adulti con diabete di tipo 2, la somministrazione di E. faecium L3 ha provocato modifiche nella composizione del microbiota (aumento di Lactobacillus, diminuzione di alcuni altri gruppi) e una riduzione dei disturbi gastrointestinali, senza influenzare significativamente il metabolismo del glucosio.
La produzione di batteriocine porta ad una inibizione della crescita di batteri patogeni come alcuni streptococchi e altri Gram-positivi. Questo meccanismo è considerato uno dei principali fattori con cui L3 può contribuire a limitare la proliferazione di patogeni intestinali o vaginali.
I benefici del ceppo L3 sono stati dimostrati in diversi studi clinici randomizzati: è stato impiegato nel trattamento di malattie gastrointestinali quali gastrite cronica, ulcera gastrica, sindrome dell’intestino irritabile, pancreatite ed epatite cronica. Oltre ad altri effetti clinici, come le proprietà antitumorali, è stata dimostrata anche una significativa attività di riduzione del colesterolo.
Enterococcus faecium L3 è utilizzato come probiotico già da molti anni in Russia. Analisi genetiche di questo ceppo ne hanno dimostrato la sicurezza, è privo dei geni responsabili della produzione di fattori di virulenza, tossine e ammine biogene che invece sono presenti in altri ceppi di Enterococcus faecium. L3 va a regolare il microbiota grazie soprattutto alla sintesi di batteriocine che inibiscono i batteri patogeni. Un microbiota sano è essenziale per garantire il corretto “funzionamento” dell’organismo a 360 gradi. Viene migliorato anche quello che è l’assorbimento di sostanze altrimenti poco biodisponibili come la fisetina. Sempre tramite analisi genetiche si è scoperta la presenza di geni che codificano per vitamine essenziali come le vitamine del complesso B. È un ceppo studiato anche clinicamente nel trattamento o nella prevenzione di riniti allergiche, gastroenteriti e altri disturbi gastrointestinali.

